Michelangelo Buonarroti: la vita
Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese Michelangelo nei dintorni di Arezzo, in Toscana il 6 marzo 1475 e morì a Roma il 18 febbraio 1564.
Nasce in una famiglia patrizia e sin da giovanissimo viene avviato, per volere del padre Ludovico, allo studio umanistico sotto l'egida di Urbino, e nel 1488 iniziò a frequentare la bottega dei fratelli Ghirlandaio, l'anno successivo iniziò a studiare nel giardino delle sculture di San Marco, dove si studiavano le sculture antiche, sotto la supervisione di Bertoldo di Giovanni che operava per desiderio di Lorenzo de' Medici
Le prime opere del giovane Michelangelo vennero notate con una certa ammirazione da Lorenzo il Magnifico, e in seguito alla morte di quest'ultimo, ritornò alla casa paterna continuando a scolpire (perduta è una figura di Ercole più grande del naturale, ricordata dalle fonti) e intensificando gli studi di anatomia, in questo periodo scolpì il Crocifisso ligneo per la Basilica del Santo Spirito (Firenze, casa Buonarroti).
Savonarola suscitò una forte impressione in Michelangelo Buonarroti, tuttavia nel 1494, a causa alle sommosse fiorentine che portarono alla caduta della famiglia Medici, abbandonò Firenze rifugiandosi prima a Venezia e poi a Bologna. Durante il soggiorno bolognese presso Gianfrancesco Aldrovandi, scolpì per l'arca di San Domenico le figure di San Procolo e San Petronio e un Angelo inginocchiato.
Nella primavera del 1501 ritornò a Fireze dove vi rimase per quattro anni, ricevendo importanti commissioni, oltre che da privati, dalla signoria, dall'Opera del duomo e dalle più potenti corporazioni: commissioni che testimoniano il continuo e rapidissimo crescere della fama dell'artista, celebrato non ancora trentenne, nel De Sculptura di Pomponio Gaurico (Firenze, 1504), come uno dei maggiori scultori toscani.
Stilisticamente vicina alla Pietà vaticana è la severa immagine della Madonna col Bambino di Bruges (Notre-Dame), mentre il tondo de la Vergine col Figlio e san Giovannino [Firenze, Museo nazionale del Bargello] e il tondo Taddei (Londra, Royal Academy), scolpiti qualche tempo più tardi, rivelano nel modellato più morbido, nel sapiente contrappunto chiaroscurale e nel modo di raggruppare armoniosamente le figure, interesse per l'opera di Leonardo che, presente a Firenze in quegli anni, aveva esposto alla Santissima Annunziata il cartone della Santa Anna, suscitando enorme ammirazione.
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Arte: Michelangelo, Il Volto Del Genio In Mostra a Firenze Nella Sua Casa
(Adnkronos) - ''Il volto di Michelangelo'' in mostra a Firenze alla Casa Buonarroti dal 7 maggio al 30 luglio, a cura di Pina Ragionieri, la grande studiosa della biografia dell'autore degli affreschi della Cappella Sistina. Nell'esposizione sono presenti quattro ritratti dal vero del genio rinascimentale: si tratta dei dipinti di Giuliano Bugiardini e di Jacopino del Conte, la medaglia di Leone Leoni e il busto in bronzo di Daniele da Volterra. Ma nella bibliografia di Michelangelo Buonarroti sono tutt'altro che numerose le voci che interessano il volto dell'artista: ed e' con ogni probabilita' da confermare l'opinione secondo la quale alla base della situazione sta l'avversione dell'artista a ritrarsi e ad essere ritratto, come testimoniano gli antichi biografi, ricorda Ragionieri. A questo elenco e' poi da aggiungere l'acquerello di Francisco de Hollanda, immagine singolarmente domestica di un Michelangelo Buonarroti piu' che sessantenne, che evoca alla memoria le conversazioni di San Silvestro presiedute da Vittoria Colonna, e in parte trascritte dall'allora ventunenne portoghese. Questo raro ritratto presenta Michelangelo con in testa un cappello con breve tesa, accessorio di abbigliamento all'origine di tutta una serie di ritratti ed incisioni, sicuramente da riferire al prototipo di Jacopino, ma recanti un copricapo simile a quello dell'acquerello di Francisco.
Le altre immagini di Michelangelo Buonarroti sono derivazioni dai prototipi presenti in questa mostra alla Casa Buonarroti. Incisioni e immagini cinquecentesche, numerose data la fama di Michelangelo, furono elencate in numero di circa cento da Ernst Steinmann, lo studioso che all'inizio del secondo decennio del Novecento scandaglio' coraggiosamente, con serieta' scientifica e in gran parte di prima mano, l'argomento, concludendo con le immagini di primo Seicento della ''Galleria'' della Casa Buonarroti.
A FIRENZE L'ARTE DI DANTI, DISCEPOLO DI MICHELANGELOContemporaneo del Giambologna, ma morto assai giovane, come lui Danti, perugino, ma trapiantato a Firenze, lavoro' a lungo al servizio dei Medici. Gran parte delle opere che realizzo' Danti, discepolo di Michelangelo Buonarroti per Cosimo I sono oggi conservate al Museo Nazionale del Bargello, che e' dunque la sede privilegiata per richiamare l'attenzione del pubblico su questo straordinario scultore del Cinquecento, particolarmente attento alla lezione di Michelangelo. Nonostante Danti non sia stato ne' un allievo ne' un collaboratore diretto del Buonarroti, ne fu tuttavia tra i piu' originali e importanti seguaci. Il suo rapporto con Michelangelo, di cui puo' ritenersi un ideale "discepolo", si baso' infatti su una libera elezione delle opere del maestro come modelli normativi: studiandole lungamente e da vicino, egli ne condivise in profondita' non solo gli ideali formali, ma anche la tecnica e il metodo di lavoro
Un libro per scoprire la pittura di Michelangelo Buonarroti.
Cristina Acidini Luchinat racconta 'Michelangelo pittore"
Roma, 30 mar. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La grandezza di Michelangelo Buonarroti si espresse in tutti i campi, dal disegno alla pittura, dalla scultura all'architettura alla poesia. Un vero e proprio genio al quale Federico Motta Editore dedica, dopo il volume su Michelangelo scultore, il nuovo libro di Cristina Acidini Luchinat, "Michelangelo pittore". Un viaggio nel percorso artistico di Michelangelo Buonarroti, a partire dalla formazione nella bottega del Ghirlandaio, sul finire del XV secolo, sino agli affreschi della Cappella Paolina (1542-1550). Ad ogni opera pittorica di Michelangelo, il volume dedica una scheda illustrandone idati tecnici e fornendo notizie sulla committenza e sulla storia (passaggi di proprieta', danni, restauri), notizie di iconografia e, infine, una discussione dei disegni e/o bozzetti principali di riferimento.Cristina Acidini Luchinat, storica dell'arte del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, e' stata soprintendente vicario per i Beni Artistici e Storici di Firenze e dal 1999 e' ispettore centrale del Mibac, con incarichi speciali. Ha coordinato importanti restauri, attivita' di tutela sul territorio, mostre in Italia e all'estero e ha pubblicato libri e saggi su argomenti di architettura e d'arte del Rinascimento.


