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libro su buonarroti Dalla scoperta dell'autografia michelangiolesca della statua del papa (Giulio II), Antonio Forcellino, inizia una indagine approfondita degli scenari in cui venne concepita l'opera, a cui Michelangelo lavorò per quarant'anni continua >>

Michelangelo:

Il progetto "Michelangelo HistoriaWeb" presenta la vita e le principali opere del maestro.

pietà di michelangelo buonarroti

san lorenzo di buonarroti

Quanto si gode, lieta e ben contesta di fior sopra ' crin d'or d'una, grillanda, che l'altro inanzi l'uno all'altro manda, come ch'il primo sia a baciar la testa!
Contenta è tutto il giorno quella vesta che serra 'l petto e poi par che si spanda, e quel c'oro filato si domanda le guanci' e 'l collo di toccar non resta.
Ma più lieto quel nastro par che goda, dorato in punta, con sì fatte tempre che preme e tocca il petto ch'egli allaccia.
E la schietta cintura che s'annoda mi par dir seco: qui vo' stringer sempre.
Or che farebbon dunche le mie braccia?

Rima 004 di Michelagelo


Links:

Buonarroti su Wikipedia
Casa Buonarroti

 

Elenco dei musei e chiese che espongono opere dell'artista:

Notre-Dame, Paris

Firenze
o Basilica di San Lorenzo (Sagrestia Nuova)
o Basilica di Santo Spirito
o Biblioteca Medicea Laurenziana
o Casa Buonarroti
o Galleria dell'Accademia, Firenze
o Galleria degli Uffizi
o Museo dell'Opera del Duomo

Museo del Louvre, Parigi

Roma
o Musei vaticani (Cappella Sistina e Cappella Paolina)
o Basilica di San Pietro in Vincoli
Biblioteca Reale di Torino (disegni)


Michelangelo: la vita

Michelangelo BuonarrotiScultore, pittore, architetto e poeta, nasce il 6 marzo 1475 e muore a Roma il 18 febbraio 1564.

Michelangelo Buonarroti viene alla luce in una piccola cittadina della Toscana, Caprese sul Casentino (oggi Caprese Michelangelo, studi recenti parlano invece di Chiusi della Verna, in Casentino), vicino ad Arezzo, in una casa nobiliare, figlio di Ludovico Buonarroti.

Viene inviato, dal padre Ludovico a Firenze per studiare il latino e la grammatica, tuttavia l'interesse di Michelangelo, allora ancora adolescente, per l'arte iniziava a sbocciare.
L'amicizia con Francesco Granneri, allievo de il Ghirlandaio, lo fece avvicinare ancora di più al mondo dell'arte, anche se il padre non era favorevole all'interesse del figlio, in quanto poco consono alla nobiltà della famiglia, nel 1148, fece in modo di inserire Michelangelo nella bottega come aiuto (non aveva ancora maturato l'età come apprendista), in cambio di 24 fiorini d'oro.

Durante il periodo di apprendistato studiò ed approfondì anche l'arte scultoreafrequentando il giardino delle sculture di San Marco, dove si analizzavano le antiche sculture, con la guida di Bertoldo di Giovanni, scultore fiorentino al servizio di Lorenzo de' Medici.

Lorenzo il Magnifico, grande mecenate ed amante dell'arte, ebbe modo di ammirare le opere giovanili di Michelangelo. Successivamente alla morte di Lorenzo, il giovane Michelangelo rientra al paese paterno, dedicandosi alla scultura. Delle opere eseguite in questo periodo citiamo una figura di Ercole, in grandezza naturale, tuttavia perduta.
Inoltre, approfondisce maggiormente gli studi di anatomia e del corpo umano, ed è sempre di questo periodo il Crocifisso ligneo realizzato per la Basilica del Santo Spirito (Firenze, casa Buonarroti).

La fine del 1400 e l'inizio del secolo successivo sono scanditi da numerosi avvenimenti storici che rendono Firenze una città in continua agitazione, la condanna al rogo in piazza della Signoria del religioso Girolamo Savonarola impressionò fortemente Michelangelo. Decise in seguito di abbandonare la capitale fiorentina a causa delle rivolte che portarono alla caduta della Signoria e della famiglia Medici, la decisione fu presa per prudenza a causa dei rapporti familiari dei Buonarroti con i signori di Firenze, riparandosi inizialmente a Venezia e poi a Bologna.

Giunto a Bologna Michelangelo fu arrestato ed incarcerato per essere entrato nella città senza un lasciapassare, venne accolto da Gianfrancesco Aldrovandi, appartenente ad una nobile e ricca famiglia bolognese, durante la permanenza in città eseguì per la Basilica di San Domenico (una delle più importanti chiese della città) le opere di San Procolo e San Petronio e un Angelo inginocchiato.

Il primo soggiorno a Roma avvenne tra il 1496 ed il 1501 dove scolpì una delle sue principali opere scultoree, la Pietà Vaticana, dove da un punto di vista stilistico, la severa figura della Vergine si avvicina alla Madonna col Bambino di Bruges (Notre-Dame)

Michelangelo Buonarroti fece ritorno a Firenze nel 1501, ma anche in questo caso il rientro fu breve ma intenso di impegni e commissioni, in quattro anni ricevette numerosi e rilevanti incarichi da privati, dallo Stato e dall'Opera del Duomo, a dimostrazione della grande notorietà che ormai aveva maturato. Nel De Sculptura di Pomponio Gaurico, manoscritto in latino dedicato alla scultura, venne già acclamato come uno dei più importanti scultori della Toscana, aveva solo 30 anni.

La Madonna della Scala, tondo de la Vergine col Figlio, San Giovannino, opera perduta, scolpiti tra il 1491 ed il 1496, e il Tondo Taddei, eseguito tra il 1504-1506, riconducono, con il plasmato più morbido, il sapiente contrappunto chiaro-scuro e la concentrazione armoniosa delle figure, all'interesse di Michelangelo per l'opera di Leonardo che, presente a Firenze in quegli anni, espose alla Santissima Annunziata il disegno preparatorio di Sant'Anna, provocando grande stupore.

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Arte: Michelangelo, il Volto del Genio in mostra a Firenze

Il volto di MichelangeloIl volto di Michelangelo è stato in mostra a Firenze alla Casa Buonarroti dal 7 maggio al 30 luglio del 2008, a cura di Pina Ragionieri, la grande studiosa della biografia dell'autore degli affreschi della Cappella Sistina. Nell'esposizione sono presenti quattro ritratti dal vero del genio rinascimentale: si tratta dei dipinti di Giuliano Bugiardini e di Jacopino del Conte, la medaglia di Leone Leoni e il busto in bronzo di Daniele da Volterra. Ma nella bibliografia di Michelangelo sono tutt'altro che numerose le voci che interessano il volto dell'artista: ed e' con ogni probabilita' da confermare l'opinione secondo la quale alla base della situazione sta l'avversione dell'artista a ritrarsi e ad essere ritratto, come testimoniano gli antichi biografi, ricorda Ragionieri.

A questo elenco e' poi da aggiungere l'acquerello di Francisco de Hollanda, immagine singolarmente domestica di un Michelangelo Buonarroti piu' che sessantenne, che evoca alla memoria le conversazioni di San Silvestro presiedute da Vittoria Colonna, e in parte trascritte dall'allora ventunenne portoghese. Questo raro ritratto presenta Michelangelo con in testa un cappello con breve tesa, accessorio di abbigliamento all'origine di tutta una serie di ritratti ed incisioni, sicuramente da riferire al prototipo di Jacopino, ma recanti un copricapo simile a quello dell'acquerello di Francisco.

Le altre immagini di Michelangelo sono derivazioni dai prototipi presenti in questa mostra alla Casa Buonarroti. Incisioni e immagini cinquecentesche, numerose data la fama di Michelangelo, furono elencate in numero di circa cento da Ernst Steinmann, lo studioso che all'inizio del secondo decennio del Novecento scandaglio' coraggiosamente, con serieta' scientifica e in gran parte di prima mano, l'argomento, concludendo con le immagini di primo Seicento della ''Galleria'' della Casa Buonarroti.

Firenze, in mostra l'arte di Danti. Il discepolo di Michelangelo

Danti discepolo di MichelangeloContemporaneo del Giambologna, ma morto assai giovane, come lui Danti, perugino, ma trapiantato a Firenze, lavoro' a lungo al servizio dei Medici. Gran parte delle opere che realizzo' Danti, discepolo di Michelangelo per Cosimo I sono oggi conservate al Museo Nazionale del Bargello, che è dunque la sede privilegiata per richiamare l'attenzione del pubblico su questo straordinario scultore del Cinquecento, particolarmente attento alla lezione di Michelangelo Buonarroti. Nonostante Danti non sia stato ne' un allievo ne' un collaboratore diretto del Buonarroti, ne fu tuttavia tra i piu' originali e importanti seguaci. Il suo rapporto con Michelangelo, di cui puo' ritenersi un ideale "discepolo", si baso' infatti su una libera elezione delle opere del maestro come modelli normativi: studiandole lungamente e da vicino, egli ne condivise in profondita' non solo gli ideali formali, ma anche la tecnica e il metodo di lavoro

Un libro per scoprire la pittura di Michelangelo Buonarroti.

Cristina Acidini Luchinat racconta "Michelangelo pittore"

Libro Michelangelo Pittore La grandezza di Michelangelo si espresse in tutti i campi, dal disegno alla pittura, dalla scultura all'architettura alla poesia. Un vero e proprio genio al quale Federico Motta Editore dedica, dopo il volume su Michelangelo Buonarroti scultore, il nuovo libro di Cristina Acidini Luchinat, "Michelangelo pittore". Un viaggio nel percorso artistico di Michelangelo, a partire dalla formazione nella bottega del Ghirlandaio, sul finire del XV secolo, sino agli affreschi della Cappella Paolina (1542-1550). Ad ogni opera pittorica di Michelangelo, il volume dedica una scheda illustrandone idati tecnici e fornendo notizie sulla committenza e sulla storia (passaggi di proprieta', danni, restauri), notizie di iconografia e, infine, una discussione dei disegni e/o bozzetti principali di riferimento. Cristina Acidini Luchinat, storica dell'arte del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, e' stata soprintendente vicario per i Beni Artistici e Storici di Firenze e dal 1999 e' ispettore centrale del Mibac, con incarichi speciali. Ha coordinato importanti restauri, attivita' di tutela sul territorio, mostre in Italia e all'estero e ha pubblicato libri e saggi su argomenti di architettura e d'arte del Rinascimento.